A m’arcord della WiFi libera in Italia

dal film "Memento"

La proposta di legge, “Disposizioni per la diffusione dell’acceso alla rete internet mediante connessione senza fili” sul WiFi gratuito e obbligatorio in locali oltre i 100mq e nelle PA, tempo fa – con sincero spirito geek – mi avrebbe reso euforico e avrei pensato:”Wow! L’Italia sta entrando seriamente nel digitale!”.

Ma non può più essere così, almeno per me che proprio in questi giorni ho quasi finito di leggere un saggio del 2010, scritto da Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli e che si intitola “I nemici della rete”. Essendo un libro di 4 anni fa verrebbe da pensare che ormai sia obsoleto e invece no!
In questo saggio è riportata l’ingordigia dei politici italiani, sia di destra che di sinistra e la loro miopia sul valore attuale (e futuro) della Rete per l’Italia.

wifi libera e obbligatoria

A causa dell’overload di informazioni che tutti i giorni riceviamo, è facile dimenticare le proposte di legge fatte in passato per regolamentare Internet.

A m’arcord. Io mi ricordo chi sono “i nemici della Rete“.

Io mi ricordo di:

Gabriella CarlucciGabriella Carlucci e della sua proposta di legge “Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri” che si presentava come una iniziativa legislativa contro la pedofilia on-line, ma che poi si è rivelata una legge a tutela di altri interessi. Vuoi saperne di più?

 

 

Giuseppe (Beppe) PisanuGiuseppe Pisanu e del suo famoso “Decreto Pisanu” che voleva combattere il terrorismo identificando chiunque volesse collegarsi attraverso una WiFi pubblica. All’epoca dei fatti, nemmeno nel Regno Unito dove ci fu un terribile attentato nella metropolitana di Londra, avevano adottato una soluzione del genere. Vuoi saperne di più?

 

 

Gianpiero D'AliaGianpiero D’Alia e il suo “Emendamento D’Alia” per la “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet” che se introdotto:

avrebbe drammaticamente ridotto la libertà di informazione nel nostro Paese per effetto dell’applicazione di una perversa logica repressivo-cautelare in forza della quale la sospetta commissione da parte di un singolo di un reato di opinione avrebbe finito con il gravare sull’intera collettività che, dalla sera alla mattina, si sarebbe ritrovata nell’impossibilità di informare ed informarsi attraverso blog, ugc e altre piattaforme telematiche

citando l’Avv. Guido ScorzaVuoi saperne di più?

E ci sarebbe da parlare di molti altri casi citati nel libro di cui sopra, come le coincidenze del periodo “Digitale terrestre” e degli entusiastici fondi per la banda larga in Italia – guarda caso – rimandati più avanti. Vuoi saperne di più?

Suggerisco di leggere anche la riflessione del Prof. Alfonso Fuggetta che ci riporta tutti con i piedi per terra ed evita l’entusiasmo (IMHO ingiustificato) che c’è in Rete per questa proposta di legge sulla WiFi promossa da Sergio Boccadutri.

Non mi interesso e non mi sono mai interessato alla politica, ma quando si parla di Internet, le mie antenne (digitali e non analogiche) si alzano. Sento spesso gli italiani vantarsi della grandezza degli antichi romani, dell’Impero Romano, delle loro conquiste e del loro modo di pensare e fare. Mi piacerebbe sentire che si è ricominciato a pensare e a fare.

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