Una delle domande più comuni, che mi rivolgono i nuovi o potenziali clienti è: "Sono sceso di posizione, come faccio a tornare al vecchio posizionamento del sito web?" ed io rispondo loro: "Bisogna fare una revisione completa del sito, in modo da capire cosa bisogna mettere a posto. Dopo aver valutato la situazione, possiamo andare a indagare più in profondità le ragioni per cui il sito performa male". In genere questo è sufficiente per portare la conversazione, verso i potenziali problemi del sito e lontano dal tema posizionamento su Google, altre volte no. In genere, quando un imprenditore è alla ricerca di un'agenzia o un consulente SEO, è perché si sta accorgendo che le parole chiave per cui prima si posizionava in prima pagina su Google, adesso le trova in seconda, terza pagina o anche fuori dai primi cento risultati e probabilmente ora si posiziona bene solo per le keyword brand. In ogni caso, hanno capito che c'è un problema e che con il tempo sta peggiorando. Quello che invece sfugge loro sono le metriche che realmente contano, come il traffico verso il sito o le conversioni (es. vendita di prodotti, richieste di preventivo, etc.). Le cose cambierebbero se parlassimo di Web Reputation ma non è questo il caso.

Posizionamento siti web: cosa stai sbagliando

Come proprietario di una PMI, il tuo primo pensiero potrebbe essere: "Cosa sto facendo o cosa sta facendo il mio SEO Specialist da provocare il crollo del sito fra i risultati di Google?". In molti casi, il posizionamento dei siti web può scendere a causa di diversi fattori. Vediamone un paio:

Sito vecchio e/o non responsive

"Nel 2005 abbiamo fatto un sito web che si è comportato bene per diversi anni. Perché ora non si posiziona su Google come prima?"

I tempi cambiano, la tecnologia cambia e quello che funzionava bene nel 2006 non è detto che funzioni bene anche oggi. Se i motori di ricerca come Google vedono il sito con lo stesso codice dal 2005, perché dovrebbero posizionare il tuo sito invece di uno con un nuovo layout, magari anche mobile friendly fatto nel 2012? Oggi viviamo in un mondo multi-dispositivo in cui effettuiamo le ricerche di prodotti, servizi e informazioni su più dispositivi*. Potremmo iniziare la ricerca di un paio di scarpe attraverso lo smartphone, mentre siamo in fila in un ufficio postale, poi continuare con il computer in ufficio e magari fare l'acquisto a casa, comodamente seduti sul divano con in mano il tablet. Ora tutto questo è possibile, se il tuo sito è pronto ad accogliere utenti che navigano attraverso dispositivi mobili come appunto gli smartphone. Ti sarà sicuramente capitato di navigare un sito, la cui visualizzazione da smartphone era pessima, eri costretto a scorrere con il dito a destra e a sinistra per leggere cosa ci fosse scritto e per quanto usassi lo zoom, il testo rimaneva pressoché illeggibile. Cosa hai fatto alla fine? Hai chiuso il sito, ne hai cercato un'altro e probabilmente il famoso paio di scarpe, lo hai comprato in quest'altro sito perché era perfettamente leggibile dallo smartphone. Accade questo quando un sito non è responsive.

Pratiche SEO obsolete

"L'anno scorso abbiamo ingaggiato una agenzia di link building per promuovere il nostro sito. Per qualche mese è andata alla grande, ma adesso il sito è proprio sparito da Google. Come si può recuperare?"

Affidare la SEO a qualcuno che tratta solo la link building non è una buona pratica. Perché si occuperà - appunto - solo dei link. Non ha altro compito che procurare link. Non gli interessa se il tuo e-commerce vende o meno, o se il tuo sito qualche mese dopo sparisce da Google. Questo perchè non ha una strategia, e come può averla se non conosce il tuo prodotto, gli investimenti che fai nelle campagne pubblicitarie o quali sono i tuoi obiettivi di business. I link sono solo una parte, di una strategia più grande che dipende da diversi altri fattori** che se ignorati possono portare solo a problemi e mal di testa.

* uno studio del 2012 condotto da Google

** uno studio del 2012, sui fattori SEO in Italia, condotto da Searchmetrics